Disclaimer: POST MOLTO LUNGO.
non sono mai stato, finora, particolarmente bravo nelle ricostruzioni blog degli eventi passati.
in effetti, c'è gente che ancora aspetta il resoconto dei concerti dei Pearl Jam.
di sapere chi siano questi ilaria, betta, stone, eddie, e via discorrendo.
e prontu.
stavolta avevo pensato di creare un reportage on the road.
di quelli seri. di quelli da blog di trippers professionisti.
talmente belli, talvolta, che ti insospettisci: e ti convinci infine che loro scrivono comodamente da casa, con la flemma degli scrittori professionisti, con gli appunti presi mano manuzza, tradizionalmente, e ti fanno credere che ogni giorno hanno il tempo di mettersi là, scrivere, scaricare le immagini dalla macchina fotografica, caricarle sul server, comporre l'articolo, pubblicarlo.
impossibile. io questo tempo non l'ho avuto, sarò sincero.
quindi farò solo un breve resoconto. dipende tutto da quello che ricordo!
è la prima Cyprus Spring School sull'integrazione europea.
e per una settimana, tchacky c'è.
giorno 1 - domenica 15.
stressante. non riesco mai a prendere aerei ad orari intelligenti. alle 6.15 chiamano il mio volo.
gli ultrà del palermo per quella (che sarà una mortificante) Inter-Palermo della sera stessa, bloccano il controllo bagagli.
e l'umiliante sensazione di sentire "Ciambra, il signor Ciambra è gentilmente atteso all'uscita 12", quattro, cinque volte. niente applauso ironico al mio arrivo nell'aeromobile: non sono l'ultimo.
arrivando a milano, ti si apre davanti l'infinita tristezza di malpensa.
un aeroporto accogliente come lo studio di un dentista. una confusione inimmaginabile, tutto è a grappoli: un mucchio di check-in, un mucchio di imbarchi.
gli immigrati e le persone di colore vengono come al solito mortificate, indù di più di 70 anni costretti a spogliarsi di anelli e bracciali che forse non avevano mai tolto in vita loro. i milanesi addetti ai controlli li spingono se perdono tempo e dicono che loro, sì, ovviamente solo loro, hanno da lavorare.
comincio a guardarmi intorno in sala imbarco per cercare "facce da spring school". mi volto e il mitico professor Sergio Fabbrini, per me un mito adolescenziale, sta lì, leggendo il giornale. quando mi avvicino sono talmente umile che sembro strisciare, la mia esse è sibilante e sibillina. lui si ricorda di me, dopo la conferenza a Catania.
sono commosso al pensiero.
parliamo un po' dell'ambiente che troveremo: siamo reciprocamente contenti di questa presenza italiana in mezzo a tanto ignoto. il viaggio è lungo. sporgo il collo alla ricerca di papers che identifichino studenti: nel frattempo, scoprirò che qualcuno aveva identificato i miei, ma non lo saprò se non molto dopo.
arrivati a larnaca, scopro chi sono i miei compagni di school giunti da milano col mio stesso velivolo: nicos - greco dell'istituto europeo di firenze, jowanka da varsavia (l'onnipresente polacca, parafrasando un manifesto hitleriano degli anni '30), julien da bruxelles, io, sergio fabbrini detto sergio.
il "tassista di cui vi potete fidare", mandato dagli organizzatori, ha un tic clamoroso alle palpebre. guardandolo riflesso nello specchietto, posso dire che per molti secondi - di sera - sta guidando ad occhi chiusi. strano inizio. jowanka e fabbrini si dilettano di politica polacca. il belga è silenzioso.
il greco prova qualche approccio, ma io reagisco male.
perché mi guardo intorno e il sole tramonta su questa immensa chiatta nel mare che è Cipro. e non so cosa pensare. in albergo ci affidano un room-mate. il mio è julien, il belga.
è il solito ribelle: un dottorando, che insegna, ma tiene barba lunga e piercing, veste di nero ed ha una foto da ex punkettaro darkettone come ID.
alla fin fine è simpatico: la complicità inizia quando conosciamo gli altri. una massa di fanatici che iniziano a fare a gara, a chi ne sa di più: PhD, Europa, unita e non, vecchi e nuovi membri, euri e pounds, america e russia. quando finiamo di mangiare io e julien optiamo per una birra fuori.
i pub sono gestiti da inglesi: in uno, coppia inglese urla a squarciagola classici anni '80, in un altro, coppia tedesca ormai brilla; nel terzo, confusione immensa di inglesi ubriachi. optiamo per il primo. e no, a cipro cointreau e vodka liscia non è un cocktail affatto comune.


Foto: 1 – le tabelle della Malpensa, milioni di nomi esotici, e tra questi anche Larnaca; 2 – Cyprus Airways dà il benvenuto, esiste davvero
giorno 2 - lunedì 16.
non crediate sia facile, orientarmi. abbiamo cominciato le sessioni. i giorni diventano tutti uguali ma mi aiuto con le date delle foto.
alle 7 io e julien sfidiamo il vento gelido. prima mattina: primo bagno della mia stagione. epico. starnutiamo e soffiamo il naso per il resto della settimana.
in una stanza nuova in rifacimento - "ma aspettiamo, perché da questo pomeriggio avremo sempre la sala conferenze!". la School rischia di perdere punti subito. ogni giorno, circa 8, 9 ore di presentazioni - docenti + studenti.
un ritmo infernale difficilmente sopportabile: dopo ogni presentazione, coffibreik. il coffibreik vede noi ragazzi assalire le macchinette à la british del caffé lungo, e questi graziosi spuntini ciprioti che - alle 10 del mattino - grondano cipolla fritta e salsiccette. il peso aumenta. tchacky tocca vertici nuovi di girovita.
il mio professore preferito fa la sua bella orazione. poi tocca ad un ragazzo inglese - brillante, sono certo sentiremo parlare di lui, nella disciplina. primo intervento di questo ragazzo italiano, appena arrivato. non lo conosciamo ancora, ma giulio sarà presto protagonista.
anche il pomeriggio va via presentando presentando. si conoscono michalis il greco di rodi, e nel frattempo giulio comincia a prendere confidenza. per incredibile che possa sembrare, comincia a parlarmi come ci conoscessimo da 20 anni, e io lo stesso. magari è assurdo, ma la lingua è un fattore di confidenza e non se ne può fare a meno.
noto che parlando in inglese con non-madrelingua, gioco spontaneamente al minimo comune denominatore: in parole povere, il mio inglese comincia clamorosamente a peggiorare! la sera scorre tranquilla. comincia la presenza inquietante di antonis il barista. un pazzo che ha vissuto girando tra i locali garage a londra. ma è un segreto che abbiamo dedotto solo noi.
la cena è accompagnata da canti locali e da un chitarrista poliedrico. il tavolo dei "professori" raggiunge quota 8 bottiglie di vino rosse. sono state prodotte molte prove del loro stato di ebbrezza, e alcune potrebbero infine bloccare molte carriere! cominciano balli di gruppo. il professore Pasquier, di rennes, tipico francese di un'introversione assai simile all'omosessualità più repressa, si reinventa ballerino-spettacolo di rock'n'roll.
comincia a scorrere ouzo abbondante sui tavoli. i più fragili di noi danno segni di escandescenza. si distinguono: il mitico terrence (anni nei marines, due matrimoni falliti, 42 anni e ora dottorando a reading, UK), michalis - l'ouzofero, mentre l'impronunciabile ozge dalla turchia e anil l'angloindiano fanno il primo bagno di notte.
nonostante skype funzioni, questa bravata notturna mi costa una litigata d'altri tempi con chiara, che dista 1500 km e con cui le incomprensioni dovute al mare che ci separa aumentano. ma è chiaro che non durerà a lungo, e le nostre menti si ritrovano presto, prestissimo. per fortuna. per il mio bene.


Foto: 3 – la piscina come si è presentata la mattina del primo bagno, ore 7; 4 – la tavolata dell’ouzo
giorno 3 - martedì 17.
è il giorno di julien e giulio.
julien è uno che fa il dottorato quasi per caso. non si interessa di questi eventi, non sembra interessarsi a niente, in realtà. per essere così strafottente - ma non superficiale - la sua presentazione sulla moldavia è un capolavoro.
giulio, invece, 27 anni e una serie di conferenze in america alle spalle, è un professionista: premesse metodologiche, coups de theatre per intrattenere l'ascoltatore, risposte flemmatiche a domande sbagliate. lo guardo come un modello, anche se è uno che se la tira un po', ma avere sott'occhio i passi di uno studioso - va detto - di questo calibro, è importante per chi ci voglia capire qualcosa. ottima presentazione, ineccepibile.
rispetto ai bagordi del giorno prima, la serata passa in maniera innocua. si parla - con giulio, julien e la mitica virginie (nostra mascotte ufficiale), ci si conosce meglio.
tchacky comincia la sua caccia inutile all'ultimo souvenir.


Foto: 5 – PhD candidate, Giulio Venneri e il professore spagnolo Carlos Closa; 6 – il normale dopo cena post-stress
giorno 4 - mercoledì 18.
nicosia.
la capitale della repubblica di cipro. la repubblica è sorta nel 1960 per intercessione e volontà di un arcivescovo ortodosso, macario III.
è un'isola immensamente religiosa. è di cultura profondamente greca ed è collocata in mezzo al medioriente: il che l'ha resa spesso (soprattutto nel XV secolo) preda di invasioni dalla vicina anatolia ottomana e poi turca.
l'ultima è nel 1974.
il fatto è che cipro dal 1880 circa era colonia inglese, e lottò blandamente (la gente è molto mediterranea, non ha molta voglia di fare alcunché) per l'indipendenza e l'annessione alla grecia. una voglia disperata, di annettersi alla grecia.
turchi e greci hanno convissuto tranquillamente per secoli. poi nel 1960 la repubblica. ortodossa. i turchi - capirete bene, cominciarono a provare un certo risentimento. al punto che nel 1963 i grci ciprioti si stancarono di averli tra i piedi, e cominciarono un'opera di damnatio memoriae della parte turca e una forte pulizia etnica di tipo sociale: in pratica, dopo 3 anni l'esperimento repubblicano era già fallito. per mantenerlo in piedi, macario III applica un regime di stampo staliniano (non mancano le statue altissime del lidermaximo) e incita alla repressione della minoranza turca.
per reazione, nel 1974 la turchia (paese NATO) invade cipro, paese indipendente, occupando militarmente la zona nord (perché più vicina) ed iniziando un'opera radicale di trasferimento di civili, spingendo i greci al sud, e portando i cittadini turchi al nord - nella cosiddetta e non riconosciuta internazionalmente "Repubblica turca di Cipro del Nord".
da allora, l'irredentismo turco si è macchiato di molti crimini di stampo terroristico nel sud. la convivenza è definitivamente impossibile. cipro greca richiama costantemente l'attenzione di una comunità internazionale obbiettivamente distratta sull'occupazione militare di un paese membro della UE da parte di un paese non membro.
tutta questa serie di paradossi politici nasconde una forte strategia geopolitica tesa a non minare i rapporti della turchia con l'occidente; ma paga anche il dazio della assoluta irrilevanza internazionale di cipro e del suo principale alleato, la grecia - che conscia della sua debolezza non prova neppure a sostenere azioni forti da parte dei regimi internazionali.
in questa situazione di profondo stallo, i ciprioti (che usano bandiere greche, difficilissimo trovare quelle della repubblica) odiano i turchi con profondo risentimento. portano avanti il nazionalismo greco a cipro. lo definisco "un nazionalismo in affitto", la frase piace a giulio.
nicholaos - un greco di sinistra che ammette le forti colpe del regime di macario (la cui diffamazione è reato penale) - definisce cipro "l'ultima isola dell'ultimo nazionalismo".
in realtà domina una profonda tristezza: perché i ciprioti sanno di difendere una causa molto stupida agli occhi dell'opinione pubblica internazionale, e neppure loro sembrano crederci più di tanto. forse regna la percezione di aver sacrificato molte vite ad una delle più stupide controversie del diritto internazionale di sempre.
due nazioni deboli, debolissime hanno mostrato i muscoli, perdendo entrambe.
è una "lose-lose situation", e non sarà la "solidarietà internazionale" professata dall'emerito docente ipernazionalista andreas theophanous a cambiare qualcosa.
quest'isola è destinata a consumarsi in questo conflitto senza morti e senza conquiste. prevarrà la noia, e cipro resterà politicamente sommersa in questo enorme senso di ridicolo, di piccolo, che neppure l'accesso UE ha risolto.
questo per dire che nicosia è una città estremamente mediorientale. giulio ha esperienze a gerusalemme e palestina, ammette che le somiglia, ma molto più british, il che è un pungno nell'occhio.
la parte turca è un ghetto sporco e violento: le case raggiungono livelli da terzo mondo. purtroppo il passaggio del checkpoint non è in programma. la vediamo dall'alto di una torre paronamica, la intuiamo dagli striscioni contro la società internazionale che si vedono ad ogni angolo.
bandiere turche sugli altissimi minareti. contro quelle greche non c'è storia: la popolazione è sempre 1 a 3 per i greci. sulle montagne dietro nicosia e la parte turca, si vede distintamente un’enorme bandiera turca, ed una gigantesca bandiera della repubblica turca di cipro del nord, disegnate con delle pietre colorate sull’intera fiancata della collina. troppo sole, oggi, la fotografia è impossibile per via del riflesso. veramente inquietante.
kiriakos, organizzatore della School, si irrita al pensiero che “la sera la illuminano con l’energia che rubano a noi greci”. un patetico noi e loro, buoni e cattivi.
un profondo senso di sconforto: che senso ha definire in guerra, dividere e incitare all'odio un'isola in cui davanti al checkpoint non ci sono militari, ma solo annoiate truppe ONU e qualche venditore sadico di souvenir sulla "ultima capitale divisa" del mondo?
le presentazioni oggi sono all'intercollege. un'università privata fuori lefkosia, o nicosia, è lo stesso. molto british. si parla inglese, molte razze. ma alla fine è il cipriota a prevalere, e non sembra mai abituato a questo tipo di innovazioni. in effetti sembra un popolo arretrato ma insospettabilmente ricco. conservatore, ma furiosamente coinvolto nella crescita.


Foto: 7 – il cartello quasi turistico ed orgoglioso sull’ultima città divisa; 8 – la statua (6m) di Macario III a Lefkosia
giorno 5 - giovedì 19.
non ricordo granché di questa giornata. forse mi verrà alla mente. è talmente irrilevante che non ho scattato neppure una foto. con chiara continuo a sentirmi attraverso skype.
ah, sì. ora ricordo. abbiamo studiato quasi tutti, tutta la sera. noiosi sì.
siamo pur sempre secchioni.
la distanza da casa, nei momenti più stancanti, si fa sentire.
per distinguermi, salto un paio di sessioni: escursione per souvenir e primo bagno a mare del 2007.
19/04.
un'acqua fredissima, ma di una bellezza veramente incredibile.
non avrei mai detto che cipro racchiudesse un valore tale in una sua spiaggia. miracoli di protaras, provincia di paralimni, allora.


Foto: 9 – Michalis fuori dall’intercollege (non ho foto di oggi); 10 – foto di giulio, il mare di protaras, dalla sua finestra
giorno 6 - venerdì 20.
ultimo giorno di presentazioni. ancora nicosia.
ancora "intercollege".
le presentazioni si succedono senza alcuna sosta. oggi quelle importanti: c’è cristopher hill, un’autorità in materia di sicurezza europea, e porta tutto il suo sapere di Cambridge.
arrogante, ma si capisce bene che porta un certo sapere con sé.
alla fine, ore 22 cipriote, siamo talmente esausti che con giulio cominciamo a ridere di ogni idiozia. parlando non so perché di droghe, ci racconta di quando un suo compagno di liceo, sotto acidi, comprò una renault durante la ricreazione.
nicholaos è ufficialmente nel gruppo, la sua inclusione è importante perché sappiamo di essere tutti insieme sull'aereo di ritorno. siamo tutti distrutti.
un drink, skype con chiara - che non volendo deprimo con la mia stanchezza.
letto, profondo letto.
ci sono stati tanti applausi, alla fine. la spring school diventa piano piano un bel ricordo, come avrà a dire giulio l'indomani.


Foto: 11 – Christopher Hill, anche i grandi luminari esistono e non sono invenzione della letteratura; 12 – all’11esima ora di presentazioni
giorno 7 - sabato 21.
ultimo giorno. escursione a troodos!
le montagne di cipro... arriviamo a nicosia, prendiamo gli altri. due ore di curve e tornanti, con giulio il livello di confidenza è ormai estremo: lui - fidanzato felice - gioca con la scarsa disibizione delle ragazze del nord europa.
commentiamo da maschi medi questa situazione, ma più aumenta la stanchezza, più i discorsi si fanno seri, vanno alle persone che abbiamo lasciato a casa, ai progetti futuri, al lavoro, a qualche risata stanca ma molto spontanea.
vediamo uno (squallido?) monastero ortodosso, fondamentale per l'intero castello di ideologia religiosa di macario III. sulla sua tomba nella roccia grava pesante lo sguardo del milite che deve preservarla dall'esterno. niente di strano, ma se il pericolo di vilipendio è così grave, qualcosa i ciprioti dovrebbero intuirla, sul valore del buon arcivescovo.
il monastero è ricostruito nel secolo scorso. bella la solennità degli interni ortodossi, ma mi fa ridere, se comparata alla genuinità dei mosaici del X secolo delle chiese bizantine del palermitano. mi chiedo come mai siamo stati capaci di evitare che le nostre chiese prendessero costantemente fuoco, come quelle cipriote. superiorità genetica? è davvero così difficile? la caccia al souvenir (con successo) mi distoglie da questi pensieri di destra.
pranzo fuori, siamo tutti molto stanchi. torniamo mezzo dormendo, mezzo scherzando. la sera, sono contento di poter usare skype per dire che "sto tornando!", e sentire i sorrisi nascere anche solo nelle voci.
facciamo un miniparty, perché antonis il barista e virginie fanno il compleanno. beviamo qualcosa, scambiamo mail e foto. ed ecco i saluti.
saluto giulio con emozione, perché so come comportarmi, o almeno so qualcosa in più. ci diamo appuntamento almeno al primo agosto, berlino: conferenze e vacanza, utile e dilettevole.
la vera dialettica dell'animo umano. l'organizzatore, stavridis, mi dà appuntamento in sicilia, invece, e manda saluti a tutto il mio dipartimento.
saluto tutti gli altri: formula standard, auguri per tutti e spero di vederti presto, è stato un piacere averti conosciuto.




Foto: 13 – al monastero, joanna, io, julien, giulio; 14 – organizzatori stavridis e georgiou, tchacky e il venneri; 15 – roommates, the sexiest and nicest room in the TETYK; 16 – ultime foto, bagagli alla porta
giorno 8 - domenica 22.
kaliméra, kìpros!
dopo 4 ore di sonno, alle 6.00 siamo di nuovo in piedi.
io e julien siamo nello stesso volo. bagagli già fatti, scendiamo.
nicholaos e jowanka ricompletano la squadra milanese dell'arrivo. a larnaca ultimo shopping per tutto. scambio di battute stanche. la confidenza è ormai estrema, ed è questo l'aspetto più piacevole di tutti.
nicholaos è un'intelligenza veramente brillante, è il giudizio unanime di tutti praticamente ogni volta che apre bocca - cosa che fa solo per dire l'essenziale, solo se necessario.
lasciamo cipro con una certezza, ovvero che la nostra colonna sonora è "comme si, comme ça", ovvero la canzone cipriota per l'EuroVision Contest, un concorso di tutti i paesi europei tranne l'Italia: una specie di Sanremo comunitario.
quando l'aereo è su Malpensa, dove ci separeremo, mancano 10 minuti all'atterraggio.
si abbassano i video dell'aereo.
parte il video di "comme si, comme ça". abbiamo le lacrime dalle risate. è veramente finito tutto, e questa è la sigla.
il bagaglio è pesantissimo. lo porterò nelle otto ore che mi separano dal prossimo check-in. sto scrivendo e sono ancora le 5.34, e l'aereo è alle 9.20. sopravviverò.
se fossi banale veramente, direi che il vero bagaglio me lo porto dentro, e sarà importante. in realtà davvero servono esperienze del genere per capire meglio le persone, e le cose. capire cosa si vuole diventare.
entro nel bagno di malpensa per lavare almeno le mani. nothing as it seems dei pearl jam in filodiffusione mi ridà il benvenuto alla mia vita di ogni giorno.
parlare con chiara senza interferenza mi restituisce un attimo di forze. non ho soldi ma vorrei dare notizie a tutti. spero di non avervi annoiato.
presto le foto su un account flickR.
e se vorrete spiegherò cos'è la Caraffa.
eucaristò kìpros, allora.
tchà.