Adieu, ágætis byrjun.
Stamattina era il 1 gennaio 2007, quando mi sono svegliato.
Mi sono svegliato che avevo una temperatura di 39,5° - il che significa proprio cominciare in bellezza.
Per questo, giro per casa in pigiama, con la vestaglia (anche detta «giacca da camera») e un plèid che uso come caffetano.
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Volevo solo dire che per il duemilasei appena trascorso, è il caso di fare alcune precisazioni.
E' stato un anno perfettamente simmetrico, perché ogni gioia&felicità è stata ammazzata e sventrata da qualche dolore infinito, tipo lacrime e pugni al muro.
E' stato l'anno di economia delle imprese multinazionali.
L'anno della piscina, delle 65 vasche, del bagno l'11 di novembre.
L'anno dei mondiali di calcio. Di Grosso, io l'unico a difendere De Rossi dopo la gomitata. Del cortile di Pippo e del maxischermo, sotto la pioggia. Le partite le ho viste praticamente tutte: molto divertente Arabia Saudita-Tunisia.
L'anno della laurea: la laurea. Il 20 luglio, col caldo. Io in giacca e cravatta, a far finta di non essere emozionato. Stringere la mano di Calogero Dario P. e vedere Stefania P. sincera e soddisfatta. E poi tutti che arrivano in ritardo, le telefonate, la cravatta slacciata e lei che arriva, ridiamo per la parola elicottero, mi dà un passaggio a casa. Quello rimane - ad oggi - probabilmente il giorno più bello della mia vita.
E' l'anno delle telefonate. Ogni tanto, ogni molto tanto, ma telefonate lunghe, interminabili.
Anche l'anno di telefonate odiose, che hanno fatto male.
E' stato l'anno dell'estate più lunga della mia vita (18 giugno - 29 novembre), sprecata integralmente a guardare il cellulare in attesa di uno squillo, un solo misero squillo.
E' stato l'anno in cui ho visto i Pearl Jam, dal vivo: 3 volte. A Pistoia è stato il concerto più bello della loro storia. Hanno fatto Breath e I got ID, non avrei mai potuto chiedere di più. Poi ho fatto finta di aspettare che uscissero, e invece parlavo con lei al telefono.
E' anche l'anno in cui ho visto molte volte i Moque, dal vivo: il che non fa mai male.
E' l'anno delle scuse. Soprattutto ad Alessia e Veronica. Che delle mie scuse non se fanno assolutamente nulla, ma è citando V per Vendetta che posso dire:
- Is it meaningless to apologize?
- Never.
- I'm so sorry.
E' l'anno delle accuse: la gente che si è fidata delle "voci" e continua a farlo, può andare a farsi fottere in simpatico coro; la gente che continua a prendermi per pazzo, idem; la gente che mi dice una cosa e ne intende un'altra. Maledetti, che l'intero anno vi vada di traverso. Che ci sia traffico il giorno degli esami. Che vi faccia acido la torta di compleanno.
L'anno dei ringraziamenti. La Residenza è un postaccio, ormai, per me. In pochi sono ancora sinceri quando non rimettono alla mia vista. Pertanto, chi mi ha aiutato va ringraziato: Michele, Peppe Sinatra, perfino Antonio Coco, tutta la loro sincerità mi è stata fondamentale.
Simone, che mi ha organizzato tutte queste feste, che mi ha fatto correre con lui, con cui ho fatto la prima presentazione, che mi ha sopportato così tanto e a lungo, in poche parole.
Grazia, che si è accollata interminabili racconti delle mie disavventure ridicole senza battere ciglio, come se fosse veramente un'interessante soap opera, ed è anche la migliore personal shopper attualmente sul mercato...
Elena, Pàip e Saro, che ancora rispettano i miei tempi, il mio pendolarismo e ancora aspettano che io torni, per ridere un attimo, una telefonata, un augurio, un regalo piccolo piccolo.
E poi soprattutto Lele, che - non mi importa quello che dice lui - è diventato mio fratello, mi ha salvato la vita, si è preso cura di me e mi ha tirato fuori dalla distruzione che mi sarei inflitto.
E poi lei, che ancora non posso nominare, e che può anche sparire, ma non si libererà mai del mio pensiero.
Beh, il 2006 è stato questo.
Adesso ho 37,4° - quindi le cose stanno già migliorando.
Cominciando così, un anno intero può essere solo in discesa...
tchà.


1 commenti:
Ripigliati! :)
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